giovedì 7 gennaio 2010

La Storia di Rima (1)







di Terry Coen




La Storia di Rima









Proprietà letteraria riservata© 2005 by Enza Colotti
Il disegno in copertina è stato ideato da Enza Teresa Conte Colotti alias Terry Coen
1a edizione: finito di scrivere nel Marzo del 2005
già disponibile soltanto su CD








Dedicato a Maria, amabile sorella e amica fidata.
Compagna d’importanti viaggi, nel mondo fisico e nel mondo astrale.
Alunna e maestra del Vero Sentiero, guida spirituale e pacifica consigliera dalla soluzione sempre pronta per tutti.
Dispensatrice d’aiuto psicologico, filosofico, emozionale e pratico.
Dedicato ai frutti della sua fatica e sofferenza interiore, che restano in questa dimensione, in ogni cuore che abbia avuto modo di percorrere con lei almeno un breve tragitto di vita.
Frutti che restano al di là del tempo e anche dello spazio, perché sottile è la linea che divide la vita e la morte.
Beata mi sento per aver avuto la fortuna e il tempo di conoscerla nei suoi modi d’essere, nella sua essenza vera, nella sua celata saggezza.
Soddisfatta mi sento per averla frequentata con intensità e consapevolezza crescente, nell’arco del tempo terreno che mi è stato concesso.
Con Amore speciale
Enza



I


C’era una volta, e probabilmente ancora c’è, uno Spirito di Pace che abitava nell’Olam Beriah (il Mondo della Creazione delle Creature Sostanziali). 
Un bel giorno dall’Ain Soph Aur (il Nulla Primordiale, il non visibile, l’Uno da cui il Tutto si manifesta) fu deciso che, pur se per un breve arco di tempo, quello spirito luminoso sarebbe dovuto andare a vivere nell’Olam Jesodot (il Mondo terreno), in un periodo molto particolare tanto per il Mondo di Sopra quanto per quello di Mezzo.


Dall’alto di quel mondo luminoso fu presa questa importante decisione anzitempo, perché Ain Soph Aur sapeva che molto presto sarebbe giunto il momento in cui alcuni esseri umani predestinati più di altri, avrebbero avuto bisogno del suo aiuto per riequilibrare quell’antica lotta tra le forze del Bene e del  Male, che si svolge ormai da tempo immemorabile sulla Terra.
Naturalmente, prima di scendere fino all’Olam Jesodot, lo Spirito di Pace sarebbe dovuto restare per un po’ anche nell’Olam Assiath (il Mondo della Creazione delle Creature Fisiche).
Avrebbe dovuto restarci giusto per il tempo necessario a scegliere il corpo che lo avrebbe ospitato durante la sua permanenza sulla Terra. Ma non solo: avrebbe dovuto usare quel breve  lasso di tempo sia per conoscere meglio il  Karma dell’essenza che sarebbe appartenuta a quel corpo, e sia per informare l’essenza stessa su tutto quanto ci fosse stato da sapere, prima di farle pronunciare il suo assenso o il suo diniego.


Dunque, per la sua discesa in questo Mondo di Mezzo fu scelto un periodo storico particolarmente piacevole, che dagli abitanti di alcune Nazioni della Terra fu definito “boom economico”. Si trattava di un periodo di rilassamento, di voglia di vivere espressa in ogni modo, di voglia di leggerezza, di agiatezza...
Finalmente, i corpi e le menti degli esseri umani che avevano sofferto non poco a causa della guerra mondiale, avrebbero potuto permettersi di tornare a divertirsi, e giusto per il gusto di farlo. Sì, giusto per il gusto di tornare a ridere e vivere con animo leggero la vita, dopo quegli anni bui contrassegnati da una delle guerre più terribili.


Certo, le guerre sono tutte crudeli, tuttavia ce ne sono state alcune più cruente di altre, che hanno annientano la vita anche molti anni dopo la fine degli scontri armati, a causa delle nuove armi costruite proprio per fare il danno maggiore possibile.
Comunque erano state almeno un paio di buone ragioni ad aver convinto Ain Soph Aur a scegliere proprio quel periodo, per mandare il suo etereo messaggero a portare aiuto nell’Olam Jesodot.



Una di queste era rappresentata dalla crescita spirituale collettiva, che agli umani capitava  di vivere ogni venti anni circa.
E infatti, facendo un calcolo approssimativo, la distanza che correva tra la prima guerra mondiale e la seconda, era di circa un ventennio. E corrispondeva più o meno ad un ventennio anche la distanza che correva tra la seconda guerra mondiale e il “boom economico”. Come pure quella che c’era tra il “boom economico” e gli “anni di piombo”.


L’altra buona ragione che aveva portato l’Eterno a scegliere quel particolare periodo, era rappresentata da quel “magico” momento di ripresa materiale che aveva facilmente predisposto la mente degli uomini del dopoguerra, in una fase di apprendimento tale e di voglia di positivo che questi avrebbero accolto senza riserve anche l’impossibile (o il miracoloso) in quel frangente.


E così non ci sarebbe proprio stato modo di sbagliare: il messaggio che lo Spirito di Pace avrebbe portato in quel periodo agli esseri umani, contando proprio sulla loro predisposizione all’apertura mentale, sarebbe stato recepito dalla maggioranza.


Effettivamente, quel tempo si sarebbe poi rivelato un “terreno fertile” per il messaggero luminoso di Ain Soph Aur, perché avrebbe potuto mettere “i suoi semi” e questi non sarebbero andati perduti. Nonostante la leggerezza con cui gli esseri umani avessero cominciato a vivere il quotidiano, per esorcizzare quel periodo buio appena trascorso, avrebbero compreso il suo messaggio.


Già soltanto con queste due prerogative la sua missione avrebbe potuto essere svolta con soddisfazione. Certo, ci sarebbero voluti comunque alcuni anni prima del completo compimento della sua opera. Ma d’altra parte, i due decenni che sarebbero trascorsi tra il suo lavoro e i frutti di questo, erano addirittura necessari affinché il tragitto della consapevolezza umana seguisse correttamente il suo corso naturale.


Lo Spirito di Pace sapeva che ci volevano tanto le motivazioni giuste quanto il momento giusto, perché il suo messaggio fosse inteso nel modo più appropriato. C’era dunque bisogno di una spontanea apertura mentale. Se non soprattutto!
Infatti, perché si possano apprendere le Divine Lezioni di Vita, è praticamente d’obbligo un percorso che comprenda almeno quattro fasi:


- ascolto (per prima cosa bisogna imparare ad ascoltare con attenzione i consigli della propria Anima, perché essa non si perde mai nella menzogna, essendo sempre collegata col Divino);


-accettazione (poi bisogna accettare la verità che si sta ascoltando, proprio come quello che è: una verità. E bisogna accettarla nonostante, a volte, possa non piacerci, magari soltanto perché... semplicemente non siamo pronti ad accettarla. E così finiamo per sprecare le nostre energie nella lotta contro la sofferenza);


- comprensione (e bisogna capirla fino in fondo questa verità, nel suo vero e semplice significato. Perciò è necessario abbandonare quegli ostacoli alla comprensione, come l’orgoglio, che ci rende superbi; il rancore, che ruba le nostre energie costruttive; la razionalità, che ci fa elaborare così tanti pensieri fino ad ingarbugliarci le idee; il sapere umano, che di solito è limitato e non può darci le risposte a domande ancestrali e perché alla fin fine, c’è sempre qualche tessera del mosaico che manca...);


- azione (infine, bisogna cambiare/modificare se stessi con l’intenzione di migliorarsi: cambiare/modificare il proprio modo di pensare riguardo la conoscenza sulla storia della vita. E bisogna per lo meno cercare di agire secondo la volontà dell’Altissimo pur se non la comprendiamo con la nostra mente razionale, perché Egli razionale proprio non è...).



2 commenti:

Rima ha detto...

Impressioni alla lettura

A mio parere l’autrice ha la prioritaria qualità che deve avere chi scrive, ovvero, invogliare a farsi leggere. Poi naturalmente, a detta qualità ogni scrittore affianca altre sue specifiche e particolari qualità.
Per quanto riguarda la sostanza del libro, già ben definita da Teresa Conte, essa è oltremodo toccante, se non struggente, e mirabilmente narrata. Ma l’autrice nel contempo dice anche di più con altro, per esempio con un accenno contenuto ma efficace sulla terribile drammatica vicenda religiosa in Occidente che viene a confrontarsi con la mite spiritualità Orientale. E poi ancora pensieri, idee o convinzioni degne di riflessione per ognuno che legga.
Mi ha colpito anche la notevole capacità dell’autrice di ricostruzione, lungo la narrazione, di stati d’animo, sentimenti, percorsi psicologici ed evolutivi di Rima e non solo. Operazione non semplice che denota grande attenzione e sensibilità verso gli altri e notevole memoria di ciò.

Complimenti all’autrice Terry Coen
Sirio
Settembre 2011

Alessandra ha detto...

Bellissimo, profondo ... da far vibrare.